Da grande vorrei fare l’astronauta, ma da bambina vorrei fare la musicista.

Mia madre mi ha partorito nel 1986 a Tirana, in Albania, ma come tutti penso di esser nata altrove. Vivo a Trieste Monaco di Baviera, ma continuo a voler esser altrove. 

Sono cresciuta in un ambiente famigliare particolarmente stimolante e creativo, composto per lo più da musicisti e persone originali. Tra cui mio padre, compositore e musicista di cui invidio visceralmente l’orecchio assoluto. 

Fin da piccola ho sempre suonato il pianoforte, ho anche frequentato il Conservatorio di Trieste per 8 anni, e se non fosse stato per il Canto magari a quest’ora sarei un’Allevi con le tette. Mi piace pensarla così per non sentirmi in colpa ad aver abbandonato gli studi. 

La passione per il canto è nata quando ho capito che risultavo più convincente cantando che parlando solamente, così ho seguito l’attività musicale di mio padre facendo concerti e serate nella mia bellissima Trieste.
Inizialmente i generi erano il pop, il musical e la musica leggera. Ma non mi convincevano tanto, così ho provato con l’heavy metal, l’hard rock, il gothic e il black metal. Poi ho scoperto che mi piaceva solo ascoltare questa musica e lasciai stare tutto, consapevole che non sarei mai riuscita ad eguagliare la voce di Rob Halford. 

Giuro che ci ho provato anche con l’Opera, assieme a quella gran donna di mia nonna, mezzosoprano con gli attributi. Per un periodo abbiamo fatto lezione assieme, mi ha insegnato un sacco di cose che tuttora cerco di mettere in pratica quando canto o insegno. Ma per quanto io ami l’Opera e i suoi protagonisti, e per quanto mi piacerebbe cantare nei panni di Ulrica, questo tipo di ricerca vocale prende altre strade rispetto a quelle che sceglierei io. 

Fu così che scelsi la strada per Shiroka Luka, in Bulgaria, dove mi buttai a capofitto nello studio del canto bulgaro. Gran bella soddisfazione tornare a casa con un bagaglio pieno di nuove tecniche vocali, ma anche con tanta voglia di ritornare tra quelle montagne.

Nel mio percorso musicale fondamentale è stato, e lo è tuttora, il blues. E’ uno di quei generi che mi stravolge dentro e che ho cantato a squarciagola nel periodo più buio della mia vita ma allo stesso tempo anche molto bello. Nel 2010, infatti, decido di seguire due miei amici alle selezioni di Xfactor. Vengo presa, entro nel programma, faccio qualche puntata, vengo eliminata. Un’esperienza per me psichedelica ma che mi ha lasciato consapevolezze importanti: per esempio ciò che non voglio nella Vita. 

Ciò che voglio, invece, lo sto realizzando in questo 2012 ed è il mio album d’esordio. Si chiama Il Buio e con non poca fatica sto cercando di portarlo alla luce. Le musiche le ho composte io, i testi li ho scritti assieme a Walter Somà, prima che un ottimo autore un grande amico, e ci sarà anche Velvet, l’arpa bilanciata costruita dal mio amico Walter Sualdin. 

Inutile dirvi che non vedo l’ora di farvelo sentire. 

Nell’attesa mi piace condividere qui con voi il mio percorso, fatto di letture, esperimenti, colonne sonore, visioni ed ispirazioni di ogni genere e forma. In qualche modo e nel mio piccolo, cerco di fare della mia Vita un’opera d’Arte, celebrandone così la sua caducità.

Grazie della vostra attenzione, apprezzo molto che vi siate soffermati a leggermi.